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La nuova famiglia di mio padre - Parte 2


di Kalifly81
22.08.2025    |    4.576    |    3 9.9
"Finiamo la cena e montiamo in macchina per andar a prendere il gelato, appena saliti le metto la mano sulla coscia, lei la leva “Monello sta calmo” ride e mentre guida ci riprovo e ancora la..."
-Andiamo al cinema domani? Mamma mi rompe perchè vuole ci conosciamo meglio-
Mi arriva questo messaggio da Annalisa, non m’aveva mai scritto dalla grigliata della scorsa settimana.
-Non esco con una ragazzina solo perchè la mamma non rompa le scatole- le rispondo.
-Vengo volentieri al cinema con te. Non sono una ragazzina. Se non ti piacciono quelle più giovani dillo e basta-.
Ci mettiamo d’accordo per l’ora e il giorno dopo andiamo allo spettacolo delle 20.30.
Siamo a metá primo tempo e lei mi sussurra “Non mi hai fatto ancora nessun complimento”.
“Che complimento?” le chiedo sussurrando anch’io.
“Scusa ma se esci con una tipa non le fai complimenti? Tuo padre era stato molto più galante” mi dice incuriosendomi.
“Che intendi con -mio padre è stato più galante-?”,
“Non t’ha detto come si sono conosciuti lui e mamma?”.
“No; comunque sei proprio bella stasera, ti sta benissimo la camicetta, e l’eyeliner ti fa due occhioni stupendi” dico mentendo, non mi piace il trucco in una donna a dir il vero, ma Annalisa resta comunque molto carina; lei mette la mano sul bracciolo del posto in comune e la appoggia al mio braccio.
“Grazie” mi dice lusingata “ho conosciuto tuo padre perchè anche lui va in piscina la sera. Una sera lui stava andando al bar della piscina ed io ero fuori ad aspettare mia mamma che venisse a prendermi, lui s’è fermato a far due chiacchiere, stava attaccando bottone con me ma non ha fatto a tempo ad invitarmi fuori assieme perchè è arrivata mia madre, e la sua quarta è evidentemente più invitante della mia seconda”.
“Mio padre ci stava provando con te?” chiedo sorpreso.
“Sì e avrei accettato di uscire con lui se me l’avesse chiesto. Quelli della mia etá non mi piacciono, sono frettolosi e stupidì, mi piacciono gli uomini più grandi, lui quanti ne ha? 55 o giù di lì immagino” mi risponde.
“Ne ha 59. Più grandi cosa intendi? 11 anni bastano in più?” sento che sorride e riprendiamo a guardar il film.
Finito il film sono le 23 passate, montiamo in macchina, la riaccompagno a casa dato che lei si sta facendo la patente e non puó guidare.
Appena metto in moto mi chiede “Ma mi porti subito a casa?” spengo l’auto “No? Vuoi andar da qualche parte a bere una cosa?” le chiedo.
“Pensavo che venissi a vedere un film romantico perchè poi volevi qualcosa da me” mi dice tranquillamente.
“Sono uscito con te per passare una piacevole serata e perchè me l’hai chiesto, sei un po’ troppo giovane per me per una relazione”.
“Senti mica mi voglio sposare a 20 anni e far un figlio come mia madre”.
“Mi hai chiesto d’uscire per andar a letto?” le chiedo e lei sembra quasi offendersi.
“Non sono una troia”.
“Lo so che non lo sei, non volevo dire questo, ma mi sembra che tu mi abbia invitato al cinema perchè vuoi finir a letto” le dico per tranquillizzarla e lei sembra quasi per mettersi a piangere, si riprende e poi fa spallucce.
“È che mi sembra che con voi uomini o una fa la troia o non la guardate se non ha la quarta. Tuo padre in tre secondi s’è buttato su mamma e ci stava provando con me; tu vieni al cinema e nemmeno ci provi” dice lei mettendosi la cintura di sicurezza e riacquisendo la sua normale flemma.
“Senti, non so con chi tu sia uscita finora ma io non sono un 18enne che ha come obbiettivo quello di farselo toccare dalla ragazzina di turno. Sei una bellissima ragazza, tua mamma ha un aspetto alquanto godurioso ma fra te e lei io scelgo te mille volte” metto in moto sapendo che le ho mentito, fra lei e sua madre sceglierei sua madre, lei è evidentemente una ragazzina, molto bella ma una ragazzina; lei peró ora sorride contenta.
Arriviamo a casa sua, lei mi indica di fermarmi appena più avanti del cancello di casa, qualche metro più in lá sotto i rami di un grande albero, spengo l’auto, lei si slaccia la cintura ma non esce e mi guarda, dopo un po’ slaccio la cintura anch’io.
“C’è tuo padre a casa” mi indica una macchina nel vialetto ed effettivamente è quella di mio padre, lei rimane in macchina e fissa fuori dal finestrino “Tutto ok?” le chiedo.
“Si, è che se a quest’ora è ancora a casa è perchè stanno facendo sesso”.
Immagino sua madre inginocchiata davanti a mio padre, proprio come m’ha segato e spompinato il giorno della grigliata.
Attendiamo un po’ in silenzio, lei non accenna a voler uscire dall’auto, poi mi guarda e chiede “Vuoi che esca vero?”.
“Ma no. È tardi ma se vuoi aspettare ti faccio compagnia volentieri” la rassicuro.
“Perchè sceglieresti me?” mi chiede prima di aggiungere “Io non saprei farti una spagnola mentre lei si” dice riferendosi a sua madre.
“Una spagnola?” chiedo stupito ma lei fraintende e mi risponde “Prendertelo in mezzo al seno”.
“Lo so cos’è. Chiedevo perchè te ne sei venuta fuori con… sembri parecchio gelosa di tua madre o meglio: invidiosa”
Mi dá un piccolo schiaffo “Sei stronzo come tutti gli altri, come tuo padre. Ti mando lei per il bacio o il pompino della buonanotte” dice d’improvviso aprendo lo sportello.
“Ehi ma che ti prende, aspetta, chiudi quella porta e dimmi cosa ti prende” le dico, lei richiude la porta ma non mi guarda.
Ci vuole un po’ prima che dica “Mia mamma fa ogni volta la facile, e adesso è dentro a far l’amore; a me i ragazzi nemmeno guardano, se li tocco bene se non lo faccio mi evitano; quando trovo un vero uomo che ci prova con me, mia mamma me lo ruba solamente perchè ha un seno tre volte il mio.”
“Il tuo seno è molto meglio di quello di tua madre” le mento ancora “troppo esagerato non va, il tuo sembra perfetto e se non ci provo con te è perchè sembri molto ostile” provo a spiegarle.
Non ribatte, ci mette un po’ prima di allungare la mano e prendere la mia “Non sono mai stata con qualcuno grande come te” io mi piego verso di lei e ci baciamo, morbidamente, labbra e lingua; ci baciamo a lungo.
“Mi richiami?” mi chiede lei.
“Certo che sì se mi prometti che non pensi al paranoico confronto con tua madre” lei mi sorride ed esce salutandomi.
Me ne torno a casa, dormo in boxer e canottiera per il caldo, mi lavo i denti e appena vado a letto mi arriva un messaggio whatsapp: un selfie di Annalisa allo specchio, si vede il suo viso e lo specchio dietro mostra la sua schiena completamente nuda e appena l’inizio del suo sedere nudo.
Le scrivo -E tu temi il confronto con tua madre. Vinci tu dieci a zero-.
Mi arriva altra foto allo specchio, mostra lei di fronte indossa un reggiseno bianco semi trasparente e mi scrive -Torni qui? Stesso parcheggio di prima-.
Le rispondo un semplice -Arrivo- e 10 minuti dopo sono sotto a casa sua, le mando un messaggio e poco dopo la vedo uscire di casa, quasi corre per venire in auto, indossa un paio di shorts e una maglietta, entra in auto sorridente.
“Sei venuto veramente; allora ti piaccio” dice lei molto contenta.
Io non rispondo, mi avvicino e ci baciamo, appoggio una mano alla sua coscia e accarezzo.
Passa qualche minuto di baci poi lei si mette comoda sul sedile e si leva la maglia mostrandomi il piccolo seno, due mammelle quasi piramidali un po’ a punta, separate, capezzoli turgidi e rosa molto chiaro che quasi si confonde con la pelle; dopo qualche secondo ho in bocca un suo capezzolo e la mano infilata nei suoi slip con un dito infilato nella sua fica.
Succhio piano passando da capezzolo a capezzolo, muovo costantemente su e giù il dito dentro di lei e in breve inizia ad ansimare con calma.
Si mette più comoda sul sedile e si abbassa pantaloncini e slip fino alle caviglie, appena apre le cosce abbandono il seno e lecco la fica umida; è scomoda la posizione e cerco di spingere la lingua dentro di lei ma non ci riesco molto e decido di concentrarmi sul clitoride, lo premo con la lingua, lo lecco e quando lo stringo nelle labbra “Vengo” dice semplicemente lei muovendo il bacino.
Mi risollevo e lei mi guarda “Vuoi un pompino?”.
“Se è una cosa che ti senti di fare falla, non devi chiedere il permesso altrimenti sembri, senza offesa, una ragazzina o una facile” lei apre la portiera ed esce con gli slip ancora abbassati, e subito anch’io “resta, dove vai?” ma lei è giá rientrata in auto nel seggiolino posteriore, apre la portiera, è a carponi e io mi avvicino, mi apre i pantaloni e abbassa i boxer, lo prende in mano e tira giù la pelle, lecca piano la punta, la lecca semplicemente per tre o quattro minuti “Hai un profilattico?”.
Io armeggio nei pantaloni, tiro fuori il portafogli ed il profilattico, lei me lo prende dalle mani, fa fatica ad aprirlo e strappa la carta coi denti, lo appoggia alla cappella e con la mano lo abbassa “Ahi! Piano, è storto” glielo rigirò e lei con la mano lo abbassa lungo l’asta, poi sempre a carponi si gira, l’afferro per i fianchi e piano le sono dentro, rimanendo in piedi fuori dall’auto inizio a muovermi avanti e indietro dentro di lei “Inizieró a prendere la pillola” mi dice “così puoi venire senza profilattico” a sentirla mi sento ultra eccitato e aumento il ritmo dei colpi “rallenta” dice ansimando ed iniziando a gemere, io non rallento per vedere se insiste a chiedermelo ma lei non dice nulla e geme piano.
Le tocco l’ano con il pollice “No!” quasi grida e mi fermo dentro di lei “Lì non voglio ok?”.
“Non voglio infilarlo sta tranquilla ma solo…”
“No ti ho detto” insiste.
“Non infilo, lo tocco e basta, prova e se non ti piace non ci provo piu’”, tocco il suo ano col pollice e non dice nulla, lo muovo in circolo e non dice nulla, riprendo a muovermi dentro di lei e ad accarezzarle l’ano con solo la punta del pollice inserita e lei inizia a gemere, le piace “Vengo” annuncia come prima.
Sento la sua fica pulsare e spremermi, mai sentito nulla di così forte, è come se ritmicamente mi spremesse, è un piacere inaspettato che vengo all’istante, vengo con lei e piano lo sfilo, mi levo il profilattico e lei in fretta si risistema, mi dà un bacio veloce e scappa a casa.
Nei giorni seguenti la sera ci vediamo molto spesso, facciamo sesso in macchina, quasi senza parlare, a volte capita che usciamo per un cinema o a bere una cosa e chiacchieriamo, ma principalmente la nostra è voglia di godere.

Altra trovata di mio padre e Sara per amalgamare le famiglie, quando si tratta di uscire mia sorella ha sempre una scusa; questa sera mio padre ordinerà pizza e la mangerà a casa di Sara con i suoi figli, io e lei andremo in pizzeria.
Appena monto in macchina e partiamo Sara esordisce “Io e te dobbiamo parlare. Tu e Annalisa state assieme? Non mi mentire. È da giorni che lei in continuazione aspetta che vada a letto e poi esce per tornar mezzoretta o un’oretta dopo. Le avrei giá urlato se non sapessi che l’auto è quella tua”.
Cerco di capire cosa e come dirlo “Non stiamo assieme”.
“Non mi devi mentire ho detto” mi dice subito.
“Non ti sto mentendo è solo che… ci piace… cioè è capitato” non riesco a trovare il modo di dirglielo.
“Fate solo sesso assieme?” chiede Sara.
“Non è che sia solo… beh ok si peró a volte usciamo anche in amicizia… non abbiamo una relazione, lei è giovane”.
“Ecco perchè ora prende la pillola. Lo usi sempre il preservativo?” mi chiede, inizio ad aver quasi paura del suo tono.
“Certo, si sempre”.
Cala un attimo di silenzio poi dice “Sai come ho conosciuto tuo padre? Lui quella sera”.
“Si” la interrompo “so che ci stava per provare con Annalisa, me l’ha raccontato”.
“Ti ha raccontato anche che ogni volta che puó flirta con lui? Immagino di no visto che lei nega e lui fa lo scemo. Io e te stasera torniamo tardi a casa”.
Mi scappa un sorrisino “Ok, hai cattive intenzioni?”.
“Che stai immaginando? Togli quel sorrisino dalla faccia” sorride anche lei dandomi una pacca sulla gamba “voglio vedere che succede se stanno da soli”.
Attendo un po’ “Beh vuoi capire se ti tradisce? Ricordi alla grigliata? Sembra ipocrita da parte tua”.
“Adesso mi fai la morale? Voglio solo metterlo in riga. E poi sei tu ad esserti messo a provarci con la donna di tuo padre, mi hai sedotta e sei sparito, sei l’ultimo che puó fare il moralista”.
“Beh in effetti… scusami hai proprio ragione, sono stato maleducato. Mi sarebbe piaciuto provare a contattarti ma la situazione peró è abbastanza complicata”.
“Non è da tutti gli uomini chiedere scusa. Stasera passiamo un po’ di tempo assieme” dice lei ora addolcita.
Ci sediamo in pizzeria e chiacchieriamo del più e del meno, poi lei ritorna sull’argomento “Sai qualcosa? Hanno fatto qualcosa assieme?” Mi chiede.
“Vuoi la verità?” le chiedo.
“Si spara”.
“La verità è che non lo so, non me ne ha mai accennato, peró personalmente credo a lei piacerebbe. Ad Annalisa piacciono gli uomini più grandi, non so esattamente se gli piace mio padre ma credo ci andrebbe perchè lei sente tanto la competizione con te”, Sara blocca la masticazione, deglutisce e chiede “Cosa? Spiegami bene”.
“È una mia impressione, ma quando parla di relazioni, di uomini, lei ti cita sempre, crede di essere meno bella, meno esplicita, meno simpatica, con meno seno, anche meno facile di te, credo abbia invidia ma anche sia un po’ infastidita”.
“Ma che dici?” Sara è incredula “Io me la faccio col padre quasi 60enne, lei con il bel figlio 30enne, non ha nulla da invidiarmi, sono io che dovrei invidiare lei”.
“Non devi dirlo a me Sara, credo che dovresti fare due chiacchiere con lei, e per inciso: il bel figlio 30enne preferirebbe finire a letto con la madre” lei sorride lusingata “Se stasera fanno qualcosa…” non finisce la frase e mi fissa.
“Come fai a sapere se sono andati a letto?” le chiedo.
“Gli ho già scritto che non saremo a casa prima delle 23, Leonardo alle 9:30 o 9:45 massimo dorme. Tuo padre ha quasi 60 anni e spesso ha bisogno di un aiutino se vuole durare e a volte anche semplicemente per star su. Ho fotografato il blister delle pastiglie, ne mancano due; se quando torno ne mancano tre beh vuol dire che una è stata usata”.
“Beh ricordami di non farti mai un torto” lei si mette a ridere “ora tocca a te dirmi la verità: ho due domande” lei mi fa cenno di continuare e le chiedo “Vuoi veramente che ogni tanto ti scriva? E se di tanto in tanto la sera parcheggiassi lì fuori casa, verresti nel cuore della notte a salutarmi in auto?”.
“Tu intanto manda un messaggio di saluto ogni tanto; Annalisa sa il fatto suo? Intendo a letto” mi spiazza con la domanda e mi fissa.
“È una bella ragazza, e beh a letto mi piace ma è un po’ come dire… poco fantasiosa”.
“Se sono finiti a letto” dice lei abbassando la voce “io ti do bocca, fica e culo” deglutisco e giá lo sento indurirsi.
Finiamo la cena e montiamo in macchina per andar a prendere il gelato, appena saliti le metto la mano sulla coscia, lei la leva “Monello sta calmo” ride e mentre guida ci riprovo e ancora la leva “la smetti? Sembri me con tuo padre” ride, siamo quasi arrivati e per la terza volta metto la mano sulla coscia “ma la smetti?” ancora ride ma non mi leva la mano e io palleggio sopra la stoffa la coscia morbida “Dai basta, sei fin troppo intraprendente altro che tuo padre” non chiedo spiegazioni perchè son troppo eccitato e palpeggio l’interno coscia vicino all’inguine, lei parcheggia e la mia mano ormai preme e tocca sopra i pantaloni proprio sopra la fica.
Mi lascia fare per un po’ poi apre lo sportello ed esce, io con lei.
Prendiamo due coppette, limone e mango per me, una pallina di cioccolato con panna Sara, la seguo dietro la gelateria dove ci sono delle panchine e ci sediamo a mangiare.
Dà un piccolo morso direttamente con la bocca alla panna e mi guarda con le labbra bianche, con lingua e dito si ripulisce ingoiando tutto e lo rifà una seconda volta; ridiamo assieme, sto per chiederle di rifarlo ma arriva altra gente che si siede a mangiar il gelato.
Finito rimontiamo in macchina e appena dentro la mia mano scatta sulla coscia “Per favore ora devi smetterla” il tono mi sembra più serio e levo la mano “sei su di giri ma qui fuori ci sono famiglie” mette in moto e partiamo.
“Mi hai eccitato troppo con la panna, non ti va di” non mi lascia finire.
“Farti un pompino?” chiede lei “So che è capitato ma io non sono una facile”.
Rimetto una mano sul suo ginocchio stavolta “Sono io quello facile” lei sorride “parcheggia dai, non ti chiedo nulla, voglio solo ricambiare ció che hai fatto alla grigliata” mi guarda un attimo, mi leva la mano dal ginocchio e dopo qualche minuto gira in una stradina ed entra in un piccolo parcheggio, appena ferma la macchina la mia mano cerca d’infilarsi nei suoi pantaloni.
Si abbassa i pantaloni, gli slip ai polpacci, il medio entra facilmente nella fica incredibilmente bagnata.
“Metti un altro dito” dice lei e l’anulare entra subito e lo muovo dentro con velocitá.
“Ahhh bravo forte così mi piace ma ogni tanto ahh esci e tocca qui sopra” mi prende la mano e me la porta sul clitoride facendo uscire le dita, subito le muovo a destra e sinistra sfregando il punto da dove si dividono le grandi labbra e poi le dita ancora dentro “Bello continua” è eccitatissima io con l’altra mano apro i pantaloni “No” dice lei “avevi detto che mi ripagavi” riprendo a sfregare le dita e infilarle.
L’erezione spinge e fa leggermente capolino dall’elastico.
Io muovo le dita molto forte tanto la sento larga e lei inizia a emettere urletti “Ecco ancora, ecco dai!”.
Geme lungamente e mi sembra di sentir ancor più liquido, estraggo la mano e le premo le dita sulla bocca, lei la apre e mi faccio leccare le dita poi la levo “Che maiale” dice ansimando “se vuoi toccati e poi andiamo a casa”.
Io esito un attimo poi abbasso i boxer ed inizio a masturbarmi.
Lei mi fissa la mano che mi masturba sempre più velocemente “Sto per venire” le dico ma lei si limita a fissarmi la mano che mi masturba “dammi la bocca” dico eccitato.
“Vieni dai” dice lei “sborra” e a quella parola volgare non resisto ed inizio a schizzarmi sul ventre.
Sara fruga nella sua borsa e tira fuori due fazzolettini, passandomeli sul ventre e massaggiandomi il cazzo mi ripulisce e ripartiamo.
Ci salutiamo con un bacetto.
Arrivo a casa, parcheggio, sto per entrare e vedo che m’ha mandato un messaggio, è una foto: un blister a cui mancano tre pastiglie.
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